I segreti dell’acqua

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Forse non sapete che come esistono i sommelier per il vino,  c’è anche  l’idro-sommelier, ovvero l’esperto che  guida nella scelta dell’acqua più appropriata a determinate pietanze ed esigenze. Ogni acqua, infatti, non solo è diversa per caratteristiche organolettiche, ma anche per sapore. Proprio come il vino, può avere più o meno gusto, più o meno personalità, e questo dipende dal grado di mineralizzazione, ma anche dalla percentuale di anidride carbonica. Le acque minerali più leggere sono meno identificabili, a pochi milligrammi di cosiddetto “residuo fisso” corrispondono acque pressoché “insapori” al palato, mentre più aumentano i sali disciolti  e il livello di gasatura, più l’acqua acquista un sapore diverso.  
Le acque “frizzanti”, a seconda del gas presente, hanno una notevole varietà di perlage. Curioso notare come a casa sono preferite le acque organoletticamente inerti (che sanno di poco), mentre al ristorante di solito si trovano acque più saporite e corpose.

Le regole per esaltare il gusto dell’acqua

Le acque piatte (non gasate) non andrebbero mai bevute fredde, perché la bassa temperatura anestetizza le papille gustative e nasconde le caratteristiche organolettiche dell’acqua. Le frizzanti (naturali e non) al contrario vanno bevute fresche e sono consigliate per accompagnare cibi conditi: l’effervescenza aiuta a “pulire” la bocca e favorisce la digestione.

Il giusto bicchiere? Di cristallo

Come il vino, anche l’acqua minerale per essere apprezzata in pieno avrebbe bisogno del giusto bicchiere: e pensate un po’, l’ideale sarebbe un bicchiere di cristallo! Ben difficile che ciò accada: e allora vanno bene anche bicchieri in vetro, evitando invece decisamente quelli in plastica, che interagiscono negativamente col sapore. La forma del bicchiere non è determinante, però per l’acqua frizzante sarebbe meglio un bicchiere  a calice, in modo che la temperatura fresca  non si alteri al contatto
con le mani sul vetro.